Da Napoli a Biarritz – Pirenei Atlantici Francesi

Da Napoli a Biarritz – Pirenei Atlantici Francesi

Camper e treno nei Pirenei francesi Surf, onde e vento

FRANCIA – PAESI BASCHI

Itinerario: Napoli/Biarritz, Francia (3.550 km a/r) – Durata: 7 gg

PRIMO GIORNO: ON THE ROAD

Partenza da Napoli – Autostrada del Sole.

SECONDO GIORNO: FRANCIA/PAU

In posizione panoramica sui vicini Pirenei, Pau è la capitale storica del Béarn. Una rapida passeggiata ci fa scoprire il castello, il suo monumento principale, dove nacque Enrico IV (1553-1610). Poi l’elegante Palais Beaumont, costruito nel 1900, è circondato dal parco omonimo, uno dei tanti giardini della città. Più che il Museo delle Belle Arti, che ci avevano consigliato, optiamo per il Museo dei paracadutisti, con un memoriale militare (qui a Pau si trova la scuola militare per i paracadutisti dell’Esercito francese), e il Museo della Resistenza e della deportazione, unico nel suo genere nei Pirenei Atlantici.

Dopo i tanti chilometri percorsi decidiamo di concerderci una cenetta in un posto particolare: Maynats 3 rue du Hédas, tel. 0033-(0)5- 59276865. È gestito dalla coppia Gautier Alvarez e Jonathan Vallenari, che la guida Michelin 2020 ha segnalato tra i giovani talenti della regione Nouvelle-Aquitaine. Piatti decisamente insoliti, come la trota marinata al gin con crema di avocado affumicata. Conto medio: 40 euro. Meritatissimi!

Area CAMPER: Area municipale di Rébénacq, 28 Chemin de Montés, www.rebenacq.com/ tourisme/aire-de-camping-car,  situato a 15 chilometri da Pau. Sosta gratuita.

Mia valutazione

TERZO GIORNO: DA PAU A BIARRITZ

Da Napoli a Biarritz – Direzione Pirenei

I Pirenei Atlantici sul versante francese regalano paesaggi fuori dal tempo stesso, nella pura magia dei grandi spazi scenari unici, affascinanti, sensazionali e così diversi.

Da Pau a Biarritz il viaggio è di 260 chilometri. Un viaggio breve ma intenso. Una regione tutta da scoprire che mette in mostra al tempo stesso la bellezza e la forza della natura.

INFO

Per aggiornamenti sulla circolazione stradale si può consultare il sito inforoute.le64.fr Per rintracciare le stazioni di servizio con i relativi prezzi del carburante, www.prix-carburants.gouv.fr.

Il trenino più alto d’Europa Train d’Artouste

Lasciandosi alle spalle la città di Pau si abbandonano i rumori e la frenesia urbani e ci si addentra nei Pirenei veri e propri. È come essere trasportati in un altro tempo, in un mondo parallelo.

Qui, nel cuore del Parc National des Pyrénées, sembra che il tempo si sia veramente fermato. I borghi sono perfetti sia da vedere sia da vivere, rustici e ordinati. Le montagne dolci e affascinanti. Gli abitanti sorridenti e cordiali anche con gli stranieri.

Superata Laruns, ci si addentra nella Vallée d’Ossau, lungo la strada che conduce verso la vicina Spagna, che dista meno di venti chilometri.

Si lascia l’auto per prendere la cabinovia che porta ai 1.900 metri di quota e al punto di partenza del Train d’Artouste, trenino rosso e giallo che trasporta i turisti fino ai 2.000 metri dell’omonimo lago.

Alla stazione di partenza si arriva con la cabinovia che parte dal lago di Fabrèges (10 minuti di viaggio). Il percorso del treno dura 50 minuti. Cabinovia e treno: 25 euro.

Qui ai piedi del Pic du Midi d’Ossau in piena estate è un tripudio di colori, il verde è il vero protagonista della scena. Il Pic du Midi d’Ossau, montagna iconica della valle, si specchia dentro le acque cristalline del Lac de Bious-Artigues, a 1.416 metri di altitudine; un luogo adatto per gite in famiglia, anche con bambini piccoli, raggiungibile in auto nel periodo estivo. Non da meno sono i paesaggi che paiono infiniti e quasi surreali che si possono godere dalla sommità del Col d’Aubisque (accessibile da giugno a ottobre, ricordate), classica tappa di montagna del Tour de France: una serie di tornanti costeggiati da prati verdi, con mucche, pecore e cavalli che trasmettono tutta la ruralità di questa remota area francese.

Ci rimettiamo in viaggio direzione Biarritz. Proseguendo il cammino la natura è sempre la protagonista indiscussa: canyon, cascate, pareti vertiginose che brillano di acqua fresca, grotte, laghi, animali selvatici e cavalli. La parte del Béarn, confinante con la parte basca francese dei Pirenei Atlantici, è un autentico paradiso per gli amanti dell’outdoor.

Arrivo al Lac du Montagnon, un lago dalla perfetta forma di cuore, con il Pic du Midi d’Ossau sulla destra. Il lago rimane un po’ fuori strada, ma vale una deviazione.

Percorrendo il meraviglioso Col de Marie-Blanque, a 1.035 metri di altitudine, si abbandona la Vallée d’Ossau per en trare nella Vallée d’Aspe. Il percorso è piuttosto lungo e tortuoso, soprattutto nella parte finale. Dopo aver superato 1.300 metri di dislivello, si apre un’incredibile vista sulle verdi montagne pirenaiche.

Si raggiunge quindi il piccolo villaggio di Lescun, ai piedi delle “Dolomiti dei Pirenei”, un autentico gioiello architettonico, che, con i suoi duecento abitanti circa, rimane ancora un paese intimo e poco turistico.

Sosta per mangiare a Le Pic d’Anie Hébergement du Pic d’Anie, place du village, tel. 0033-(0)5-59347154; www.hebergement-picdanie.fr. Ristorante a gestione familiare con pranzo delizioso a 18 euro a testa.

Riprendiamo il nostro viaggio senza perdere tempo considerate le escursioni da fare. Poco distante arriviamo al Parc’Ours, un parco naturale creato allo scopo di proteggere gli animali dei Pirenei. Poi, verso ovest, incontriamo le Gorges de Kakuetta, una delle attrazioni più visitate dell’intera area data la loro indiscutibile unicità e bellezza. Il sentiero è curato nel dettaglio e porta i visitatori all’interno del canyon lungo 2 chilometri formatosi 80 milioni di anni fa, dove la natura selvaggia è cosi verdeggiante da far ricordare l’Amazzonia. La passeggiata, lungo il fiume tortuoso, affianca una cascata con un salto di venti metri nel vuoto e termina in una piccola e misteriosa grotta, lasciando i turisti senza parole.

Riprendiamo il cammino e con mezz’ora d’auto e arriviamo alla Passerelle d’Holzarte, nei dintorni di Larrau, e qui ci concediamo un tardo pomeriggio adrenalinico: la passeggiata al ponte sospeso a oltre 180 metri di altezza sopra la gola di Olhadubi. Costruito nel 1920 da alcuni operai italiani per permettere ai taglialegna di raggiungere più agevolmente i cantieri di taglio sui versanti opposti della montagna. L’accesso è dall’albergo Logibar. La passerella si raggiunge dopo un’ora e mezza di cammino nel sottobosco. Il sentiero è scivoloso quindi è necessario calzare scarpe adatte.

QUARTO GIORNO: ARRIVO A BIARRITZ

Superata la zona montuosa il paesaggio cambia man mano che ci si avvicina all’oceano. Ecco quindi che inizia un nuovo viaggio, come quello che intraprendono i pellegrini che affrontano il Cammino di Santiago francese da Saint-Jean-Pied-de-Port. Un piccolo borgo medievale ricco di colori, che trasuda l’energia tipica dell’atmosfera basca. Stupenda la vista che si può godere dalla Citadelle che domina il paese. Un’atmosfera magica, armoniosa passando per Espelette, oggi meta turistica grazie al suo peperoncino, fiore all’occhiello dell’intera area.

Avvicinandosi alla costa l’atmosfera cambia ulteriormente, aumentano le presenze turistiche e lo si nota in particolar modo a Biarritz. Qui il turismo è sicuramente influenzato dal surf.

Tutto nacque nel 1956, durante le riprese del film The Sun also rises, quando due ragazzi californiani giunsero con le loro tavole su queste spiagge. Nacque così il surf in Europa e oggi la città è diventata capitale indiscussa di questo sport. Chilometri e chilometri di spiagge sabbiose, scogliere, fari e piccoli villaggi caratterizzano l’intera zona fino a San Sebastián, nei Paesi Baschi spagnoli. Proprio verso il confine, tra il caratteristico villaggio di Saint-Jean- de-Luz ed Hendaye, si allunga la Corniche Basque: un lungo tratto a picco sul mare, scogliere frastagliate coronate da prati verdi che contrastano con il blu del mare.

Sono numerose le spiagge di Biarritz, la “California d’Europa”:

Grande Plage, Marbella, Miramar, Milady, Port Vieux e Côte des Basques.

È su questi lidi che operano le 18 scuole di surf. Tra queste spicca Surf in Biarritz (Plage de la Côte des Basques, tel. 0033-(0)6-28033256; www.surfinbiarritz.com). A Bidart il riferimento è L’École de la Glisse (Plage d’Erretegia, tel. 0033-(0)6- 432273; www.lecoledelaglisse.com). Lezioni a partire da 40 euro a testa.

Area di sosta – Aire de camping-cars des Corsaires, parcheggio superiore della Plage des Corsaires, boulevard des Plages, Anglet, www.anglet-tourisme.com . A 4 km dal Biarritz. Prezzo al giorno: 10 euro in estate. Servizio acqua e scarico acque reflue. Non c’è l’elettricità.

Mangiamo a Le B2-Le Bistrot de Biarritz, 5 rue du Centre, tel. 0033-(0)5-59243466. In una stradina del centro dalle case eleganti, offre cucina tradizionale e stagionale. Utilizza i prodotti del territorio. Conto medio: 35 euro.

Mia valutazione: Consigliato

Decidiamo di pernottare a Saint-Jean-de-Luz, in un’area di sosta con vista su imbarcazioni da diporto nel mare di fronte allo sbocco del fiume Nivelle, presso la Pointe de Ciboure. Siamo a 14 chilometri dal confine con la Spagna.

QUINTO GIORNO: BIARRITZ

Mattinata a Saint-Jean-de-Luz, colazione in camper e visita della chiesa di San Giovanni Battista (www.paroissespo.com – Orario: fino al 30/9 8.30-18.30, dom. 8.30-19.30), dove Luigi XIV si sposò con Maria Teresa d’Asburgo. L’interno è notevole: tre ordini di tribune in legno delimitano l’ampia navata unica coperta da una volta a botte. Nell’abside sopraelevata spicca un retablo scolpito, in legno dorato, di epoca barocca, popolato da 18 statue. Da vedere anche l’organo ligneo del XVIII secolo, classificato come monumento storico.

Anche se non amanti del surf, decidiamo di tornare ancora a Biarritz: è una città tutta da scoprire e da vivere con scorci pittoreschi e unici.

Lo scoglio Rocher de la Vierge è il simbolo della città, mentre la spiaggia del Port Vieux è un ritrovo per le famiglie e un posto sicuro per chi vuole iniziare a fare surf.

Da vedere assolutamente:

  • l’Aquarium, (Esplanade du Rocher de la Vierge; www.aquarium biarritz.com – Orario: 9-22, dall’1/9 9.30-19. Ingresso: 15 euro) racconta i fondali oceanici dal Golfo di Biscaglia alle barriere coralline dei Caraibi e del Pacifico,
  • il faro sulla punta di Saint-Martin che risale al 1834, da cui si può ammirare una vista incredibile su tutta la costa, (ingresso: 2,50 euro) è chiuso per lavori fino al 30/9. Quando riaprirà vale la pena di andarci perché con i suoi 73 metri di altezza regala una vista magnifica sulla costa,
  • il casinò in stile Art Déco sulla Grande Plage

Info: www.tourisme.biarritz.fr

SESTO GIORNO: BIARRITZ – AVIGNONE

Ultima sosta in Francia

Ripartiamo da Biarritz e decidiamo di fermarci ad Avignone come nostra ultima tappa in Francia prima di rientrare a Napoli. Prendiamo la A6 e poi la A9, 632 km e arriviamo in pieno pomeriggio.

La Provenza merita sempre e rimaniamo ammaliate dal paesaggio e dai suoi colori ma purtroppo non facciamo in tempo a prendere i biglietti per la visita al Palazzo dei Papi con le prenotazioni sold-out.

Proprio di fronte al Palazzo dei Papi decidiamo di lasciare il camper al Camping Bagatelle che si trova nell’Ile de la Barthelasse. Dista dal centro meno di 1 km ed è l’opzione ideale. Il campeggio dispone di ampie piazzole, un buon blocco sanitario, un mini market ed un bar.
Camping Bagatelle, Allée Antoine Pinay 25 – 84000 AVIGNONE (GPS 43.953549, 4.798612) Tel. +33 4 90 86 30 39

Ripieghiamo per una passeggiata in centro a piedi. Avignone non è molto estesa e camminare è un piacere. Arriviamo al Ponte interrotto di Saint Bénézet che, come arrivato da un’altra epoca, spicca sul Rodano e, dalla sponda di Avignone, sembra voler allungare le braccia verso l’Ile de la Barthelasse.  La prima edificazione del ponte risale al 1185; con 20 arcate e 900 m. Avignone veniva collegata alla vicina Villeneuve-lès-Avignon; l’importanza strategica raggiunta portarono alla costruzione di Case di Guardia e di alcune torri tra cui quella di Filippo il Bello sul Lato Francese.

Lasciato il Ponte di Saint Benezet ci dirigiamo verso la Cattedrale di Notre Dame de Doms, vicina al Palazzo dei Papi e anch’essa con affaccio sulla Place du Palais. Quello che è il più grande edificio di culto di Avignone, richiama lo sguardo grazie alla statua dorata della Vergine Maria che si eleva sulla sua cupola sopra il campanile. La Cattedrale è  classificata Monumento Storico di Francia ed è altresì inserita tra i Siti Patrimonio Unesco. 
All’ora di cena optiamo per la Crêperie Bretonne La Flourdiliz, 3 Place du Cloitre Saint Pierre. Scorpacciata di crêpes: salate, croccanti ai lati e morbide dentro col ripieno messo in giuste quantità, poi dolci con sciroppo di caramello. Provatela!

SETTIMO GIORNO: RIENTRO IN ITALIA

Viaggio di ritorno direzione Italia. La voglia di riassaporare la calma e la tranuillità di casa ci ha fatto fare tutta una volata. Avignone-Napoli, A1 con 1.100 km e 13 ore di viaggio con soste minime per carburanti e prime necessità. Arrivo alle 21 e dritte a nanna.

Galleria Fotografica

pirenei baschi
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Trekking in Trentino tra ghiacciai e castelli

Trekking in Trentino tra ghiacciai e castelli

Trekking in Trentino

Italia – Trentino Alto Adige

Itinerario: Napoli/Vipiteno 904 km – durata: 8 gg

PRIMO GIORNO DI VIAGGIO

Decidiamo di fare un viaggio di una settimana ad agosto sulle Dolomiti con campo base a

Vipiteno

Durata complessiva del viaggio 9 ore, passando per A1 e A22/E45. A parte le soste canoniche per il rifornimento, caffè e altro, abbiamo voglia di arrivare e riposarci direttamente a destinazione. Dopo aver studiato la cartina con le aree di sosta della zona, abbiamo optato per il campeggio con migliori recensioni.

Aree sosta vipiteno

 

Caravan Park Sexten

Un campeggio elegante con piazzole, lodge e suite, piscina, spa e ristoranti. Nel campeggio le piazzole sono di varia metratura a seconda della classificazione e l’area sosta, dedicata ai camper, permette di usufruire di tutti i servizi offerti dal campeggio. C’è anche lo spazio dedicato agli animali al seguito con un’area per la toelettatura dei cani. Quello che ci vuole per riposarci dopo aver percorso tutti quei chilometri con un panorama mozzafiato immerso tra le valli. Considerate che la città più vicina è a 5 a 6 chilometri di distanza! La strada è perfetta con parecchie curve ma non tornanti e solo il tratto finale è un po’ piu ripido ma niente di problematico.

ESCURSIONI E TREKKING

  • Dalla Val Fiscalina circa 3 ore. Dopo aver parcheggiato, ci si incammina verso il Rifugio Fondovalle (circa 20 minuti in tranquillità), poi si inizia il sentiero per il Rifugio Locatelli e davanti ci sono le tre Cime (circa tre ore di salita). Consigliatissimo!

castel reifenegg

TRENTINO

  • Giornata di trekking partendo da Schloss Wolfsthurn sul fiume,  salendo fino alle rovine di Castel Reifenegg, i cui ruderi medievali si ergono su un dosso boscoso a circa 1151 m s.l.m. presso il paese di Stanghe (Val Racines), fino ad arrivare a Kiechlhof, borgo tipico alpino, perfetto per dimenticare la quotidianità e ricaricare energia in un ambiente da favola. Per arrivare al castello si seguono le indicazioni per le cascate di Stanghe, Autostrada A22 Brennero, uscita Vipiteno. Si seguono le indicazioni per Ridanna/Racines e quindi le indicazioni per le cascate. Il sentiero 11b presso le cascate conduce alle rovine ma non è un sentiero facile se non si è un po’ pratici della montagna.

trentino

TRENTINO

  • Altro percorso che siamo riuscite a fare è stato quello circolare ai laghi sulla Cresta del Giovo:
    i laghetti Wasserfaller, Kehlerlacke, Scheibelsee e Lago Malo (Übelsee) che si trovano lungo il percorso di questo tour che inizia e termina al Parcheggio Rifugio Flecknerhütte nei pressi del Passo di Monte Giovo.
    Tempo di percorrenza: h. 04:35 – Distanza 12,1 km – Altitudine: tra 2.001 e 2.374 m s.l.m e dislivello:+667 m | -667 m.
    Il consiglio è di fermarsi a mangiare al punto di ristoro (previa prenotazione) Flecknerhütte.

Purtoppo è arrivata la pioggia e dopo una giornata intera in camper abbiamo abbandonato il trekking e abbiamo fatto le turiste visitando prima Vipiteno e poi Innsbruck.

Turiste a Vipiteno e Innsbruck

VIPITENO


CENTRO DI VIPITENO

trentino

VIPITENO

– Questo borgo, in provincia di Bolzano, entrato di diritto nell’elite dei Borghi più Belli d’Italia, è una piccola perla tra le montagne più belle d’Italia.

Partiamo dalla chiesa di S. Spirito, nella parte più antica della città: durante il medioevo la chiesa apparteneva alla struttura ospitale e dava vitto e alloggio a forestieri e pellegrini. La leggenda vuole che uno di questi pellegrini, in viaggio dal Nord Europa verso Roma, fondò la cittadina di Vipiteno. Il pellegrino della leggenda è Störz, un anziano con il bastone che si può vedere ancora oggi nello stemma cittadino sotto le ali dell’aquila tirolese.

Da lì ci dirigiamo verso la Chiesa dell’Ospedale di Santo Spirito, la più antica chiesa gotica di Vipiteno databile nel 1399, con, all’interno, un bellissimo ciclo di affreschi realizzato nel 1402. 
Simbolo di Vipiteno è la Torre delle Dodici, chiamata così perchè ogni giorno alle 12 suonano le campane. E’ una struttura risalente al 1472 che divide il centro paese in due zone, ossia la parte superiore occupata dal nucleo storico e la cosiddetta Città Nuova più a sud, sorta nel 1443 dalle ceneri di un incendio che devastò la zona. 

TRENTINO

TRENTINO

Quindi facciamo un piccolo giro per la Città Nuova, la parte più caratteristica con una delle strade più belle e famose del Tirolo piena di ricchi palazzi, un’antica storia e ristorantini caratteristici. L’antica strada romana e poi quella medievale passavano di qui, dove le merci dovevano essere sdoganate. Lungo la via Città Nuova, si possono osservare dei sassi situati sopra qualche ingresso: questo stava a significare che in quella casa abitava un antico proprietario di miniera, simbolo all’epoca di ricchezza. Tra il XV ed il XVI secolo infatti lo sfruttamento delle miniere d’argento della zona richiamò qui minatori da tutta europa, nonché ricche famiglie di imprenditori come quella dei Fugger di Augsburg, che contribuirono ad arricchire il borgo di dimore, locande ed edifici di pregio e ad abbellire ogni angolo della città con opere artistiche ed architettoniche.

Durante la passeggiata troviamo la bella fontana di S. Nepomuceno, davanti al Municipio medievale e una rapida visita alla sala consigliare, bellissima, tutta in legno con una stufa in maiolica e il candelabro fatto su disegno di Albrecht Duerer. Dal municipio partono poi i portici che un tempo servivano per riparare dalle intemperie la merce esposta.
Tre soste da fare assolutamente:
  1. L’hotel “Zur Lilie”, il più antico della città dove è ben riconoscibile la tipica struttura medievale della casa con il magazzino al pianoterra, gli uffici al piano superiore, il grande lucernaio interno con scalinate verso la parte abitativa.
  2. Una tappa anche alla latteria Vipiteno, una delle aziende più antiche di tutto l’Alto Adige, fondata nel 1884 come cooperativa con il nome di “Latteria a Vapore”, i cui prodotti venivano consumati anche a Vienna dall’imperatore.
  3. Una sosta per un buon aperitivo: l’enoteca ristoranteZum Vinzenz, in pieno centro paese e vicino alla Torre delle Dodici. Le mensole in legno che toccano il soffitto contengono inoltre numerosissime bottiglie di vini autentici prodotti da piccoli viticoltori e particolarità di produttori biologici. Menu: fagottini di pasta fillo ripieni di caprino e rape rosse su riso rosso selvaggio, conchiglie al prezzemolo fatte in casa con ragù di selvaggina e guance di vitello brasate su purea di pastinaca e fagiolini verdi.

INNSBRUCK

TRENTINO

Innsbruck

Situata a 574 metri di altitudine, sorge in una vallata formata da un’ansa del fiume Inn circondata dalle cime della Nordkette, la catena montuosa del Karwendel.

Passeggiata d’obbligo lungo la celebre Maria-Theresien-Strasse, nel centro storico, per ammirare case medievali e sontuosi palazzi barocchi che s’incontrano con moderni progetti di archistar internazionali del calibro di ChipperfieldPerrault e Zaha Hadid.

Il Tettuccio d’oro (Goldenes Dachl). È il simbolo di Innsbruck, una loggia ricoperta da 2.657 tegole di rame dorato che, da oltre 500 anni, brilla sul fondo del corso pedonale della Maria-Theresien-Strasse, tra portici ed edifici medievali. Voluta dall’Imperatore Massimiliano, ha una parte sottostante riccamente decorata con figure e rappresentazioni curiose, spiegate nel museo annesso.

L’Hofburg. Costruito a metà del ‘400 come antica residenza dei conti del Tirolo, questo magnifico palazzo imperiale è stato ampliato prima da Massimiliano I e poi rimodernato da Maria Teresa nel XVII secolo in stile tardo barocco, riprendendo l’architettura delle residenze viennesi. All’interno si possono ammirare diverse sale, come la Sala dei Giganti, la sala delle feste con i ritratti di Maria Teresa, dei suoi 16 figli e di altri membri della famiglia imperiale. Inoltre, la Sala del trono, gli appartamenti imperiali con arredi rococò, la cappella e i giardini imperiali.

l Duomo di San Giacomo, o semplicemente Duomo di Innsbruck. Risale al 1180 e, da allora, è una tappa di pellegrinaggio lungo il Cammino di Santiago. Ricostruito nel XVIII secolo in stile barocco dopo essere stato gravemente danneggiato da un terremoto, domina la città con i suoi due imponenti campanili. Invita anche ad ammirare i suoi preziosi interni dove, tra soffitti affrescati e decorazioni a stucco, si trovano il mausoleo dell’arciduca Massimiliano III e il dipinto della “Madonna Ausiliatrice” di Lukas Cranach il Vecchio, una delle rappresentazioni mariane più famose.

La Torre Civica (Stadturm). Emblema della città, venne eretta nel 1450 e aveva il duplice scopo di torre di guardia, in caso di incendi o altri pericoli, e di prigione, ai piani inferiori. Oggi è un’affascinante punto panoramico che si raggiunge salendo 133 gradini fino a 31 metri d’altezza da dove ammirare i vicoli medievali del centro storico e le vette del Bergisel, del Patscherkofel e della Nordkette che circondano Innsbruck.

Trentino

Innsbruck

Gli antichi quartieri di St. NikolausMariahilf e Hötting. Sono la parte più autentica e, forse, meno nota di Innsbruck. Si raggiungono dal centro storico, attraversando il ponte sull’Inn, dove si passeggia lontano dalla folla tra stretti vicoli e antiche case medievali dagli alti tetti spioventi. Da vedere anche la Chiesa di St. Nikolaus, uno degli edifici sacri più beli in stile neo-gotico.

Assolutamente da fare: Escursione sulla Nordkette. La vetta che domina Innsbruck si raggiunge dalla città in soli 20 minuti. È un paradiso per lo sport, dove fare escursioni e discese con gli sci con una fantastica vista sulla città. Per salire, la straordinaria funicolare: 4 stazioni e il ponte a S sull’Inn progettate dell’archistar Zaha Hadid, le cui linee sinuose disegnano le avveniristiche strutture bianche ispirate ai ghiacciai.

Arco di Trionfo – L’arco di Trionfo è una delle più famose attrazioni di Innsbruck, situata alla fine di Maria-Theresien Strasse. Dopo che l’Arco di Trionfo fu costruito nel 1765, Maria Teresa progettò di personalizzarlo in occasione del matrimonio di Leopoldo II con la principessa Maria Ludovica di Spagna.

Cosa mangiare: assicuratevi di riuscire ad assaggire i Canederli, il Tirol G’röstl (patate saltate in padella con speck e uovo), la Wiener Schnitzel (cotoletta alla milanese), il dolce Kaiserschmarrn (frittata dolce con zucchero e marmellata di mirtillo), o il vino bianco Gruner Veltliner.

Abbiamo deciso di cambiare l’itinerario lasciando le Alpi alle spalle in direzione Venezia.

DI RITORNO TAPPA A VENEZIA E DINTORNI

Da Vipiteno a Venezia, 3 ore 25 min (334,1 km) passando per A22/E45 e A4/E70.

Giro dei castelli che si incontrano nelle vicinanze della strada che va a Venezia (Strade: E66 – SS51 fino a Vittorio Veneto e poi la A27 fino a Meolo).

VENEZIA

VENEZIA

Ci siano fermate vicino a Meolo (Ve) a salutare vecchie amicizie di Roma. Il borgo di Meolo, è un comune italiano di circa 6mila abitanti situato in pianura. Il paese è ricco di ville venete nel circondario e ne abbiamo visitate un paio: Ca’ Cappello (XV secolo) – Il palazzo ospita la sede comunale. Sulla facciata principale presenta una meridiana (1516) e tracce di affreschi. Villa Folco Zambelli, Dreina (XIX secolo) – Durante la prima guerra mondiale ha ospitato il Comando Supremo dell’Esercito Italiano. Il 9 novembre 1917 nella villa avvenne il cambio di consegne tra il Comandante Luigi Cadorna (1850-1928) e Armando Diaz (1861-1928).

VENEZIA

VENEZIA

I nostri amici ci hanno dedicato una giornata intera a Venezia, facendoci da cicerone e addirittura ci hanno offerto un giro in una gondola di un loro amico.

Non poteva mancare una cena in un ristorante a base di baccalà con le cipolle… o meglio.. cipolle con baccalà, credo piatto tipico veneto. Comunque buonissimo.

Siamo ripartite e ci siamo fermate a Riofreddo a trovare altri amici prima di rientrare a Napoli.

Galleria Fotografica

TREKKING IN TRENTINO
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Toscana, una gita fuori porta per l’Immacolata

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Toscana gita fuori porta per l'Immacolata

Italia – Toscana

Cosa organizzare per il ponte dell’immacolata?

Una gita fuori porta.

Dove? In Toscana.

Itinerario: Napoli/Siena  – Durata: 3 gg  

Percorso: 430 km, 4, 30 h. – percorrendo l’ A1, uscita Valdichiana.

PRIMA TAPPA: Siena (partenza da Napoli)

Visita della città e passeggiata per il centro storico

SIENA

Siena

Secondo un’antica leggenda, Siena fu fondata da Asquio e Senio, figli di Remo (fratello di Romolo, mitico fondatore di Roma), sui tre colli che attualmente occupa. È vero che nel periodo imperiale fu suddita di Roma con il nome di Sena Julia. Questa origine romana è legata allo stemma della città, la lupa che allattò Romolo e Remo. Statue e altre opere d’arte raffiguranti una lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo sono visibili in tutta la città di Siena. Altre etimologie fanno derivare il suo nome dal cognome etrusco “Saina”, cognome romano dei Saenii, oppure dal vocabolo latino senex (“vecchio”) o dalla forma derivata seneo, “essere vecchio”.

In realtà Siena, come altre città collinari toscane, fu inizialmente un insediamento etrusco (ca. 900 aC – 400 aC), quando fu abitata da una tribù chiamata Saina.

Gli Etruschi erano un popolo evoluto che cambiò il volto dell’Italia centrale attraverso l’uso dell’irrigazione per conquistare terre prima incolti, e la loro abitudine di erigere città in fortezze su colline facilmente difendibili.

Poi, al tempo dell’imperatore Augusto, divenne colonia romana (Sena Julia). Il primo documento che lo menziona risale all’anno 70. Alcuni archeologi affermano che fu controllato per un certo periodo da una tribù gallica chiamata Senones.

Il centro storico di Siena è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1995, ritenendolo l’incarnazione di una città medievale. I suoi abitanti rivaleggiarono con Firenze in termini urbanistici, conservando nei secoli l’aspetto di città gotica, acquisita tra il XII e il XV secolo.

Dove mangiare: Hostaria di Pantaneto 55 – Via di Pantaneto 55

Consiglio culinario: Pecorino fritto, crostone con lardo di Colonnata e alici sotto pesto, ribollita alla senese, baccalà alla senese e cantucci e vin santo. Tutto ottimo!

SECONDA TAPPA: Monteriggioni

Visita della città e passeggiata per il centro storico

Monteriggioni

Monteriggioni

Da Siena a Monteriggioni la distanza è di circa 15 kmlungo la Strada regionale 2, in 30′ arriviamo  all’ Area Camper La Posta (Aperto 24h, accesso tramite sbarre automatiche. ma stalli non prenotabili). Via Cassia Nord 142-53035 Monteriggioni (SI) (a 400 mt circa dalle mura di Monteriggioni) – Coord GPS: 43°23’8.58″N 11°13’42.42″E.

D’obbligo la passeggiata per il paesello.

Aperitivo a Pit Stop 17, locale curatissimo con una scelta di birre e tè di prima qualità. Gestore cortese e prezzi medio alti. Parcheggio nelle vicinanze.

Attrazione del luogo il Castello, costruito dai senesi all’inizio del ‘200, come avamposto difensivo contro la storica rivale Firenze. La cinta muraria circolare segue l’andamento naturale della collina coltivata a vigne e olivi. Per secoli il piccolo borgo fortificato fu circondato da carbonaie, fossati riempiti di legna e carbone a cui si dava fuoco in caso di assalto. La sua funzione militare venne meno a partire dalla metà del Cinquecento, quando l’intero Stato Senese, di cui il nostro borgo faceva parte, venne annesso a quello fiorentino.

Da allora in poi le mura hanno custodito in silenzio un pittoresco angolo di Medioevo.

Dove mangiare: Osteria Bottega dell’Abate, Str. dell’Abate, 20

Consiglio: Toscanaccio, Pici insoliti, bistecca al kg, patate al forno, e gli immancabili cantucci. Bellissima location, immersa nel verde. Prezzi onesti.

TERZA TAPPA: San Gimignano

Visita della città e passeggiata per il centro storico

La terza tappa ci vede a San Gimignano (28 km da Monteriggioni percorrendo il Raccordo autostradale Firenze/Siena). Per parcheggiare con il camper è disponibile in località Santa Lucia a 3 km dal centro di San Gimignano un parcheggio attrezzato e dedicato, che può ospitare 50 camper. E da lì prendere la navetta che passa ogni ora, come abbiamo fatto noi.

Consiglio: scaricate la app con mini-guida e avrete la vita più facile. Tradotta in 7 lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, iapponese, russo, cinese) riporta con informazioni turistiche utili. 

Fiorente città medievale, San Gimignano crebbe in felice posizione lungo la Via Francigena all’incrocio con la strada per Pisa. La Tappa 32 è proprio quella che va da da San Gimignano a Monteriggioni (l’inverso del nostro percorso): 31 km che si percorrono in 7 ore circa. Una delle tappe più belle della Via Francigena, dopo un tratto iniziale si percorrono sentieri in saliscendi, nella valle del torrente Foci che si guada nei pressi del Molino d’Aiano.

Noi decidiamo di dedicarci invece a piazza del Duomo, il fulcro della vita religiosa e politica della cittadina nel medioevo. Qui si trova il Palazzo Comunale, tra la Torre Grossa e la loggia del Comune e contiene e comprende il Palazzo Comunale, la Pinacoteca e la Torre Grossa. Prima tappa la pinacoteca che custodisce capolavori di pittori senesi e fiorentini dal 13 ° al 15 ° secolo si trova al secondo piano. La prima sala è detta della Trinità, dall’affresco di Pier Francesco Fiorentino del 1497; vi si trovano anche una Madonna col Bambino e santi di Leonardo da Pistoia e la Pietà con i simboli della Passione, trittico di Sebastiano Mainardi. In una teca è inoltre esposto un raro tappeto mamelucco del XIV secolo, annodato al Cairo con un’inconsueta forma a croce che simula la soprammissione di tre tappeti. Quindi ci dirigiamo, come seconda tappa, a Torre Grossa, uno dei simboli della città. Delle 72 torri, erette dalle famiglie della città per mostrare la loro potenza, ad oggi ne rimangono 13. Le torri sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1990 e sono il simbolo dell’architettura medievale toscana. Torre Grossa è la più alta della città con i suoi 54 metri: i lavori iniziarono nel 1300 e si conclusero 11 anni dopo. Ancora oggi è tra le torri meglio conservate ed è possibile salirci, insieme alle torri gemelle di San Gimignano.

San Gimignano

San Gimignano


San Gimignano

San Gimignano

Eccellenze del territorio

Un vino carico di storia
Vernaccia di San Gimignano è uno dei vini più antichi d’Italia, citato da Dante nel Purgatorio e già presente sulla tavola dei papi nel ‘500

Zafferano
Molto utilizzato nel Medioevo soprattutto come pianta officinale e colorante, lo zafferano prodotto nelle colline intorno alla città ha significativamente contribuito a rendere San Gimignano ricca e fiorente, con esportazioni in tutta Europa e nel Medio Oriente.

San Gimignano Perfetto set cinematografico

Dall’epoca del cinema muto a oggi sono stati girati più di 30 film a San Gimignano: un set naturale amato da sempre.

Il principe delle volpi (di Henry King con Orson Welles e Tyrone Power – 1949)
Fratello sole, sorella luna (di Franco Zeffirelli – 1972)
Amore a prima vista (di Norman Jewison con Marisa Tomei e Robert Downey Jr. – 1994)
Un tè con Mussolini (di Franco Zeffirelli con Cher, Judi Dench e Maggie Smith – 1999)

Tra San Gimignano e Monteriggioni è ambientato Assasin's Crew

“Era già sera e buio quando il team di canadesi di Montréal passò con il pulmino sotto la rocca di Monteriggioni. La pioggia li aveva colti all’uscita di Roma e li aveva accompagnati lungo tutto il tragitto, ma lì, proprio lì sotto Monteriggioni, la pioggia si era trasformata in un diluvio che rendeva difficile proseguire. Fu per questo che il team, tra cui c’era il direttore creativo Patrice Désilets e Corey May, lo sceneggiatore, si ritrovò a Monteriggioni. Videro le mura che cingevano il paese come una corona, le torri, il borgo e se ne innamorarono”.

Testimonianza di Alberto Coco, direttore marketing di Ubisoft Italia.

È innegabile che la celebrità videoludica di Monteriggioni esplode a fine 2009 con l’inizio della saga di Ezio Auditore. A distanza di anni dalla pubblicazione dell’opera, il nome di Monteriggioni è ancora legato ad Assassin’s Creed II”.

Monteriggioni, per tutti i fan di Ezio Auditore, è un luogo imprescindibile, perché è proprio in questo borgo mozzafiato che gli sviluppatori di Ubisoft hanno inserito Villa Auditore, la tana del protagonista, un fiorentino in lotta con la famiglia Pazzi e con l’Ordine dei Templari. E in questa terra di confine tra la Val d’Elsa e il Chianti è stata collocata la cripta degli Assassini, il quartier generale dell’Ordine a cui appartiene Ezio.

Dove mangiare a San Gimignano: Ristorante Il Feudo, via Berignano, 58

Ripartiamo in direzione per San Quirico d’Orcia dove abbiamo dormito in un’area di sosta presa d’assalto da altre decine di camper (ma anche qualche auto): a 500m dal borgo medievale, punto sosta illuminato a pagamento con parchimetro, circa 20 posti in piano e su asfalto, dotato di fontanella dell’acqua potabile e di camper service

QUARTA TAPPA: Bagno Vignoni

Visita della città e passeggiata per il centro storico

Sveglia all’alba e dopo una piccola colazione ci siamo messi in marcia per la volta di Bagno Vignoni (84 km, un’ora e mezza, percorrendo la SR2). Abbiamo parcheggiato all’entrata del paese malgrato non fosse permesso… ma era talmente presto che non c’era nessuno, e poi ci siamo fermati solo un’oretta, il tempo per fare un giro e qualche foto.

Al centro del borgo si trova la “piazza delle sorgenti”, e per questo è chiamato anche il borgo con la vasca di acqua termale. Una vasca rettangolare, di origine cinquecentesca, che contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che sgorga ad una temperatura che resta fedele ai 52°, che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche. È una vasca medievale costruita nel 1500, e tutto intorno è circondata da edifici rinascimentali che rendono la piazza unica. La sua attività termale fu sfruttata già ai tempi degli etruschi e poi dei romani, e resa famosa, successivamente, dal flusso di pellegrini che viaggiava lungo la Via Francigena.

Nel corso dei secoli poi, delle sue acque hanno goduto anche diversi personaggi illustri. Prima fra tutti Santa Caterina da Siena, che scelse questo luogo per ritirarsi in preghiera proprio sul loggiato addossato alla vasca e dedicato all’omonima santa, o Papa Pio II che si fece costruire una residenza estiva che tutt’oggi affaccia in piazza, o ancora Lorenzo De Medici, “Il Magnifico”, che amava ritirarsi nel borgo di Bagno Vignoni per poter studiare e godere di tutti gli effetti curativi e di relax.

L’acqua termale che sgorga nella vasca in piazza, alimenta, inoltre, quattro mulini medievali databili al XIII secolo scavati interamente nella roccia e solo recentemente restaurati. Questi mulini fanno parte del complesso del Parco dei Mulini, visitabile liberamente seguendo la cartellonistica lungo la strada.

Pensate che sono solo circa 30 gli abitanti che abitano il borgo di Bagno Vignoni.

Consigli: tanti i prodotti locali da degustare, tra cui l’olio d’oliva, il vino senese, il Brunello, il Chianti, l’Orcia ma anche il vin santo da degustare con i cantuccini. E poi i salumi, come il salame di cinghiale e i formaggi come il famoso pecorino di Pienza.

Dove mangiare: La Bottega di Cacio, piazza del Moretto, 31

Imperdibile questa piccola bottega nel piccolo centro di Bagno Vignoni con prodotti tipici esposti al bancone all’interno del locale. Ottime le materie prime, dai salumi ai prodotti sott’olio e confetture che servono insieme agli ottimi formaggi. Vastissima scelta di vini, prevalentemente del posto ma con proposte anche non toscane. 

Bagno Vignoni

Bagno Vignoni

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Un weekend nella magia delle colline senesi

Un weekend nella magia delle colline senesi

Un weekend tra le colline senesi

Italia – Toscana
Itinerario: Napoli/colline senesi (370 km) – Durata: 3 gg
PRIMO GIORNO
Sarteano (partenza da Napoli) viaggio durata 3 ore 33 min. Napoli A1 – uscita Chiusi Chianciano Terme, guida in direzione di Viale Beato Alberto/SP478 a Sarteano.

Dopo una breve sosta in autostrada (A1) per fare rifornimento arriviamo a Sarteano, in provincia di Siena, più precisamente presso il Campeggio Parco delle Piscine, a 4 stelle.

Visita del paese Castello chiuso causa Covid

sarteano

Sarteano

Sarteano, con i suoi 4.500 abitanti circa, si estende per 85,27 kmq tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia, parte in collina e parte sui rilievi montuosi del monte Cetona.

La zona di Sarteano era abitata fin dall’età neolitica ed ebbe un notevole sviluppo nel periodo etrusco nell’orbita della più potente Chiusi dalla quale rimase dipendente, sembra, anche in età romana e fino alla dominazione longobarda.

Vanta un’archeologia molto ricca e, in particolare, nelle campagne intorno a Sarteano si trovano alcune delle più importanti tombe etrusche della Toscana. Gran parte dei reperti archeologici rinvenuti nella zona costituiscono la collezione del Museo Civico Archeologico di Sarteano.

Di notevole importanza anche le acque termali, già conosciute in età romana e medievale e significativamente indicate col nome di Bagno Santo, che ne metteva in rilievo il valore terapeutico.

Il passato medievale del paese è testimoniato dal castello, elemento principale del paesaggio architettonico, e da un grande numero di chiese.

Attualmente l’economia di Sarteano è estremamente diversificata, ma si basa soprattutto sull’agricoltura e sul turismo. I prodotti principali sono olio, vino, prodotti ortofrutticoli, bestiame da carne, cavalli purosangue, formaggi.

Una delle nostre amiche, amante delle escursioni, decide di esplorare i dintorni di Sarteano e sceglie un percorso intermedio che aveva studiato in precedenza:

  • Salita verso la vetta – Monte Cetona (itinerario ad anello) h. 02:49 – 8,82 km.

Dove mangiare: Decidiamo di consultare la guida e scegliamo il ristorante La Teverna di Merlino, tipica cucina toscana. Antipasto abbondante, salumi divini ed ottimi formaggi, completato con dei crostini in cui lardo e fegatini. Pane fatto in casa e pici, uno cacio e pepe e l’altro tartufo e salsiccia. E per finire, come dolce, abbiamo preso un tiramisù fatto in casa, davvero buono.

Info: 0578 266746 (lun: chiuso) – Prezzo 25/30 euro (vino compreso)
Via di Fuori, 16 53047 Sarteano

SECONDO GIORNO

Giro a Pienza e vista delle colline senesi

pienza

Pienza – E’ un comune italiano di circa 2.000 abitanti della provincia di Siena. È probabilmente il centro artistico più famoso e importante dell’intera Val d’Orcia.

Non è lontano dalla statale Cassia e dagli altri due importanti centri della valle, San Quirico d’Orcia e Castiglione d’Orcia. Il centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1996. La città, fino al 1462, non era altro che un piccolo centro chiamato Corsignano.

L’evento che ne cambiò le sorti fu la nascita, nel 1405, di Enea Silvio Piccolomini, che 53 anni dopo divenne Papa Pio II. Un semplice viaggio del pontefice a Mantova lo porta ad attraversare la casa natale e il degrado riscontrato lo porta a decidere di costruire una nuova città ideale in cima al borgo antico, affidando il progetto di ristrutturazione all’architetto Bernardo Rossellino.

La costruzione durò circa quattro anni e riportò alla luce una città armonica dalle forme tipicamente quattrocentesche. La prematura scomparsa di papa Pio II chiuse anche la storia della nuova città, che da allora ha subito limitate modifiche.

LO SAPEVI CHE QUI PUOI ASSAPORARE L’ATMOSFERA DELLE SCENE DEL GLADIATORE DI RIDLEY SCOTT?

Assolutamente da vedere, se siete appassionati di film storici come noi, le location dove sono state girate due scene de Il Gladiatore, in Val d’Orcia.

colline senesi

Scena del film Il Gladiatore in Val d’Orcia

Una è la scena finale del Gladiatore in Val d’Orcia girata a Pienza, nei campi nei pressi  dell’antica Pieve di Corsignano.

Per raggiungere questo posto

  • parcheggiate l’auto dove sorge l’antica chiesa dei Santi Vito e Modesto;
  • percorrete la stradina bianca che scende verso i campi;
  • dopo pochi metri raggiungerete i campi presenti nel finale de “Il Gladiatore”.

L’altra, è la scena del casolare dell’inizio del film – casa di Massimo Decimo Meridio – e si trova invece nei pressi di San Quirico d’Orcia. Per raggiungere questo casolare dovete:

  • percorrete la strada SP146 che porta da San Quirico d’Orcia porta a Pienza;
  • poco dopo aver lasciato San Quirico troverete sulla sinistra un grande cancello in mattoni con due cipressi ai lati, si tratta dell’Azienda Agricola Manzuoli;
  • ecco arrivati all’ingresso monumentale del casolare.
  • Il viale non è accessibile perché protetto da un cancello, ma vi è un’area di sosta lungo la strada in cui poter scendere dall’auto per dare un’occhiata.
  • per poter vedere il viale è necessario cercare “Viale di cipressi del film IL GLADIATORE

Dove mangiare

Chiediamo a un runner di passaggio dove poter mangiare. Ci fidiamo e cerchiamo il Ristorante Fonte Alla Vena, anche in questo caso tipica cucina toscana.

Menu ottimo: Carpaccio di soppressata e citronette all’arancia, tagliolini alla “Pinetta de Magi”, zafferano della Val d’Orcia e noci, ala e coscia di anatra al forno, scarola ripassata e uvetta. Per finire Cantucci artigianali, Vin Santo e Panforte senese. Tutto accompagnato da Maledetto Toscano Riserva 1.

Il costo non è propriamente economico ma i 50 euro a persona li vale tutti.

Indicazione da non sottovalutare: Locale LGBTQ+ friendly.

Info: 0577 897034 (mar: chiuso) Prezzo 25/30 euro (vino compreso)
Via Dante Alighieri, 137, 53027 San Quirico d’Orcia

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